LA CITTA' SENZA NOME (quarta ed ultima parte)


Juris Zarins ed il suo team di studiosi, chiamato “Trans-Arabia Expedition” durante una ricognizione intensiva di tutta l’area scoprirono numerosissimi siti datati dal paleolitico al neolitico, alcuni dei quali interpretabili come insediamenti connessi al commercio antico dell’incenso.


A Shisr venne ritrovato il fortino militare costruito in epoca medievale per controllare la sorgente d’acqua e l’oasi di palme da dattero che cresceva a poca distanza. Intorno alla sorgente è stato trovato un abitato fortificato da un muro di cinta con otto torri parzialmente crollato in una grande fenditura nella roccia di base.


Nel corso delle due campagne di scavo successive è stato messo in luce il perimetro della cinta muraria con le sue torri, i resti di un edificio amministrativo e numerosi ambienti lungo le mura, presumibilmente adibiti a magazzini.


Nel corso degli scavi il sito ha restituito numerosi reperti che testimoniano i contatti culturali e commerciali che la città intratteneva con luoghi lontani come la Persia e l’India. Il sito è stato datato alla fine dell’Età del Ferro, epoca d’oro per il commercio dell’incenso, con la funzione di caravanserraglio sulla via che portava la preziosa resina lungo le montagne dell’Hadramout fino al Mar Rosso ed alla Palestina dove veniva distribuito nei mercati mesopotamici e del Mediterraneo.


Plinio il Vecchio racconta che la via dell’incenso si snodava tra 12 stazioni tra il deserto e le montagne, dove le carovane di cammelli potevano sostare e rifornirsi d’acqua e di provviste per il viaggio. Una fortezza del tutto simile a quella scoperta a Shisr è stata trovata, e parzialmente scavata, dalla Trans-Arabia Expedition presso la sorgente di Ayn Humran, a pochi chilometri da Salalah, ed altre otto sono state individuate lungo le pendici dell’Hadramaut.


È molto probabile che i resti ritrovati presso Shisr, interpretati secondo la leggenda come appartenenti alla Città Perduta di Ubar, Iram delle Colonne, siano semplicemente ciò che rimane di una delle stazioni di supporto delle antiche carovane.


La fortezza di Shisr è crollata, a causa dell’apertura di una voragine intorno alla fonte d’acqua sulla quale sorgeva, intorno al 300-500 dopo Cristo. Il crollo che ha inghiottito la città di Shisr è avvenuto in seguito all’abbassamento del livello dell’acqua che aveva riempito la grotta carsica sottostante. La piattaforma rocciosa intorno alla sorgente sulla quale erano stati costruiti gli edifici, privata del sostegno fornito dall’acqua è semplicemente crollata in una dolina.


Nel frattempo si erano oramai ben assestati i commerci via mare, resi possibili dall’individuazione della stagionalità dei venti monsonici e dall’invenzione della vela triangolare, vela araba (cosi' si chiama su queste sponde), che permette un maggiore controllo del vento contrario rispetto alla vela quadrata, vela aurica. Il commercio lungo la via dell’incenso, molto più lento e faticoso, è stato progressivamente abbandonato.

Zarins concluse che Shisr non rappresentava la Città Perduta di Ubar. In un'intervista del 1996, ha detto: "In base ai testi classici ed alle fonti storiche arabe, Ubar si riferisce a una regione, un gruppo di persone, non a una città specifica. È molto chiaro sulla mappa di Tolomeo dell'area dove è scritto a caratteri cubitali "Iobaritae". Solo nella versione tardomedievale delle Mille e una Notte, nel quattordicesimo o quindicesimo secolo, si interpreta Ubar come una città, piuttosto che una regione o un popolo avvolgendo il nome in un alone di romanticismo e di mistero."


Nigel Groom ha commentato in un articolo "Oman and the Emirates in Ptolemy's Map" pubblicato nel 2007, che la mappa di Tolomeo conteneva molte distorsioni. La parola "Emporium" nel greco originale significava un posto per il commercio all'ingrosso di merci trasportate via mare, ed era talvolta una città dell'entroterra dove venivano raccolte le tasse e condotto il commercio. Quindi il termine potrebbe essere applicato a una città situata ad una certa distanza dalla costa. Questo, suggerisce Groom, potrebbe essere stato il caso dell'Omanum Emporium' di Tolomeo. Inoltre, il fiume Hormanus, la cui fonte è segnata sulla mappa di Tolomeo a nord-est di Omanum Emporium, potrebbe in realtà essere il Wadi Halfrain che sorge a circa 20 chilometri a nord-est di Izki nell'odierno Oman centrale. Conclude Groom: “Omanum Emporium era probabilmente situato a Izki, forse Nizwa, o nelle vicinanze, e pertanto la sua collocazione nella restituzione rinascimentale della mappa è sostanzialmente corretta, salvo la distorsione fatta da Tolomeo stesso nell’applicazione del suo nuovo metodo di latitudine e longitudine.”

Attualmente Shisr è stata iscritta nella lista dei siti UNESCO, la fonte d’acqua è ormai asciutta e la millenaria oasi di palme da dattero, priva di irrigazione, si è estinta. il sito archeologico ha subito un pesante restauro/ricostruzione effettuato dalla Missione Archeologica Italiana in Oman dell’Università di Pisa che ha obliterato con la terra di risulta della pulizia dei muri i livelli sottostanti non ancora scavati. Il monumentale portale di accesso al sito archeologico dichiara che si tratta della Città Perduta di Ubar.

Il caso dei ritrovamenti di Shisr è un evidente esempio di come il mito stimoli la ricerca scientifica e di come i dati raccolti possano essere strumentalizzati per affermare le ragioni economiche, ideologiche o dell’anima delle quali l’umanità necessita per giustificare sé stessa.

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